Il PNRR è anche Qualità dell’Abitare

Il PNRR è anche Qualità dell’Abitare
23 Gennaio 2024 BMS Progetti Srl

Quando il PNRR vide la luce nel 2021 ad opera della convergenza di proposte nazionali ed europee, l’Italia cercava, insieme al resto del Mondo, di uscire dal (fisicamente, socialmente, emotivamente e professionalmente) difficile periodo pandemico prodotto dal diffondersi del coronavirus Covid-19.

Dopo aver affrontato il profondo cambiamento imposto alle vite di tutti noi dalle esigenze sanitarie, il PNRR ha incarnato quella prospettiva di ripresa e di rilancio del Paese maturata nel corso del periodo di quarantena e arricchita da nuove prospettive, orientate alla sostenibilità del nostro modo di vivere e all’incremento della digitalizzazione in tutti gli ambiti economici e sociali.

In BMS quel periodo è stato caratterizzato da un’eccezionale continuità lavorativa, grazie all’impegno di tutti i componenti della nostra squadra e grazie al processo di innovazione e digitalizzazione dell’azienda, degli strumenti e delle modalità operative, che hanno permesso a tutto il nostro gruppo di continuare a operare ognuno dalla propria residenza.

Il PNRR è stato il segno atteso in una prospettiva di ritorno alla rotta, destinato a incidere sullo sviluppo del Paese e, per questo motivo, al quale partecipare necessariamente, con grande energia e convinzione, per offrire il proprio. In particolare, abbiamo posto l’attenzione su quei progetti che meglio incontravano le peculiarità del nostro approccio al progetto, nel quale la rigenerazione urbana, l’integrazione disciplinare, l’innovazione, la digitalizzazione, l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale, la qualità a basso costo, sono temi che fanno parte dell’attuale DNA dell’azienda e che sono oggetto del continuo impegno di tutti i nostri professionisti.

E’ rappresentativo, da questo punto di vista, il caso del progetto proposto dal Comune di Novara per la realizzazione di un nucleo di edilizia sociale, in corrispondenza di un’area abbandonata prima occupata dal cantiere della TAV Milano Torino. Un progetto di grande interesse dove era intenzione del Comune trasformare la situazione di degrado e marginalità che si era andata definendo in quel brano di territorio, in una nuova opportunità di riscatto e rinascita per tutta la comunità locale.

Fig. 1 – Fotografia zenitale del campo base per la realizzazione della TAV Milano-Torino

Il progetto prevede la realizzazione di un nuovo insediamento residenziale sociale destinato a famiglie o a giovani coppie, spesso escluse dal mercato abitativo tradizionale, per offrire un brano di città che possa diventare un laboratorio sociale aperto e creare un contesto ideale affinchè il tema della sperimentazione e dell’inclusione divenga il vero baricentro del progetto. Qui, al fianco agli aspetti sociali, economici e culturali, anche i temi relativi all’ideazione e realizzazione del contesto fisico potevano diventare veicoli di proposte coraggiose che mettessero insieme, ottimizzazione delle qualità dell’abitare, ottime caratteristiche tecniche, sostenibilità economica, sicurezza e forte identità architettonica.

Fig. 2 – Masterplan preliminare posto a base di gara

E’ su tutte queste tematiche che BMS ha lavorato, in collaborazione con altri gruppi di lavoro, per offrire ai futuri abitanti del quartiere un luogo che, pur nell’essenzialità delle sue caratteristiche, permettesse di offrire elevati standard abitativi, fatti di: benessere; qualità dell’architettura; ricchezza dello spazio urbano.

Questo a partire dal progetto dello spazio destinato a verde pubblico, che con i suoi 31.000 mq è certamente uno dei protagonisti dell’intervento, e che su richiesta dei progettisti è stato affidato dal Comune ad uno studio specializzato nel progetto del paesaggio, in modo che potesse diventare una nuova opportunità nella costruzione di uno spazio pubblico di qualità all’interno del quartiere.

Fig. 3  – Masterplan sviluppato dal team di progettisti vincitore dei 3 Bandi

Ma ancora più direttamente, BMS si è impegnata nello studio e nella progettazione del prototipo di edificio residenziale, che è servito da base per essere declinato in tre tipologie differenti sulle 5 previste all’interno del masterplan, andando a modificare anche l’assetto planivolumetrico al fine di arricchire l’immagine urbana degli edifici nel loro complesso: parliamo in particolare delle tipologie A, B e C, con rispettivamente 4, 2 e 8 appartamenti.

Il prototipo, ideato su pilotis come richiesto dal Comune per una maggiore sicurezza degli abitanti, prevedeva:

  • la riconfigurazione della disposizione planimetrica degli edifici in modo tale da rendere lo spazio aperto più fluido e interconnesso, con percorsi, slarghi, piazze e aree verdi;
  • la creazione di un involucro stereometrico e prismatico, che rompesse la ripetitività dello schema di partenza con un profilo e una struttura compositiva dei prospetti asimmetrici;
  • spazi interni di grande qualità, con dimensioni e caratteristiche che permettano di valorizzarne la fruibilità e la funzionalità delle singole unità;
  • una dotazione impiantistica delle unità immobiliari completa, comprendendo sia la climatizzazione invernale ed estiva, la connessione ad internet e ogni altro comfort che assicuri il benessere degli abitanti.

 

Dall’accurata declinazione dei driver progettuali è scaturito un aggregato che, sovrapponendo le nostre esperienze progettuali sul tema dei quartieri residenziali di nuova ideazione, ha raggiunto l’obiettivo di ricreare, pur in contesti apparentemente periferici, una qualità dell’abitare e un’urbanità del tutto compatibili con quelli di interventi di edilizia privata posti in aree più centrali grazie ad un attento lavoro di analisi, confronto e sintesi.

Fig. 10  – Viste renderizzate degli edifici residenziali delle tipologie A, B e C inserite all’interno del Masterplan

E’ un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi e che è merito di un team di progettazione affiatato e portatore di competenze eterogenee che hanno saputo trovare sintesi all’interno del progetto. Al contempo, è necessario sottolineare come questo sia anche la conseguenza dell’interazione costruttiva e aperta che abbiamo potuto avere tanto con il Comune di Novara quanto con gli altri consulenti che hanno lavorato al progetto, consentendoci di contribuire in maniera decisa al buon esito di questo progetto che confidiamo riesca a mantenere, al termine del cantiere, quella qualità che abbiamo cercato, immaginato e voluto.

 

Per questo ringraziamo la nostra squadra: Leonardo Berretti (DM BMS Architettura), Marco Serra (DM BMS Strutture), Salvatore Mele, Andrea Nicita, Anaelle Ravez, Giacomo Zucchiatti.

 

Concludiamo citando tutti i membri dei tre gruppi di lavoro coinvolti nel progetto:

Lotto 1 e coordinamento generale – RINA, Corvino + Multari, DFP Engineering, Arethusa

Lotto 2 – 3TI Progetti, Seingim, Servizi integrati

Lotto 3 – BMS Progetti, Recchi Engineering, eFM